Proverbi di mare

"Termini, parole ed espressioni legate al mare per arricchire il proprio vocabolario, fugare dubbi e curiosità su questo affascinante mondo"

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

Tra dire di fare una cosa e il farla c’è molta differenza

Acqua cheta rompe i ponti

Spesso le cose o le persone che sembrano più tranquille sono quelle più pericolose

Chi semina vento raccoglie tempesta

Chi fa cose negative potrebbe avere conseguenze dannose Replique Rolex Daytona

A goccia a goccia si scava la roccia

Poco a poco si superano gli ostacoli più difficili. Lo può dire anche chi si sente sotto un attacco continuo e non ne può più

L’ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza

Prendere un ospite in casa non conviene perché spesso si creano problemi di convivenza, soprattutto se la permanenza si protrae per più giorni.

Chi dorme non piglia pesci

Non perdere tempo perché si rischia di non combinare niente

Il pesce grosso mangia quello piccolo

Di fronte allo strapotere e all’arroganza usata dal più forte, il debole soccombe sempre

Questo scoglio non fa né muschio né patelle

Col proverbio si intende una persona o una situazione completamente improduttiva, quindi inutile…

Serata di Marzo e mattinata di Aprile

Un tempo, quando le alici si pescavano prevalentemente con la rete detta menaide, i pescatori di solito facevano, nel mese di Marzo e di Aprile, diverse cale. A marzo si usciva di sera e si calava fino a mezzanotte; ad aprile si calava da mezzanotte all’alba. Con questo proverbio si indica il tempo della pesca alle alici con la menaide. E' un proverbio di origine calabrese.

Quando nevica naviga, ma dopo nevicato fatti trovare con la barca in secco

Per quanto una nevicata sia un fenomeno piuttosto raro al Porto, con il proverbio si voleva indicare che durante la precipitazione nevosa il tempo è, in qualche maniera, stabilizzato. Pertanto chi è intento a navigare non deve fare altro che continuare a farlo per giungere a destinazione. Questo perché generalmente al termine della nevicata il tempo ha un brusco peggioramento con forti venti da mare o da terra. A Sorrento esiste un proverbio simile per assonanza ma con senso più generico: “quanno tu naveche naveca e quanno hè navecato fatte truvà saruato”.

Dietro lo scoglio il mare è come l’olio

Il riferimento è fin troppo esplicito: chi va per mare deve sempre tener da conto un buon riparo. Anche uno scoglio può offrire, sottovento, un ottimo riparo.

Il vento di tramontana strappa i pesci dal cesto

La tramontana, in questo caso, coincide con il maestrale, forte vento da nord-est che si caratterizza per la sua tagliente freddezza. In questo proverbio la sua forza è così palese da riuscire a “togliere” i pesci dal cesto.

Quando il mare fa fontana o è scirocco o è tramontana

Il fenomeno che il detto descrive si verifica quando il moto del mare è caratterizzato da onde piccole che determinano la cosiddetta “maretta”. Sul bagnasciuga questo moto ondoso crea delle piccole pozze da cui fuoriesce come uno zampillio di fontana. Ciò predice un vento di scirocco o tramontana.

Con mare e con venti non farti spavaldo

Si può definire questo proverbio come il proverbio del rispetto. Nella sua semplicità e chiarezza è la grande lezione più volte sentita dai nostri marinai e sempre sottovalutata dai giovani o, peggio, biasimata quale dimostrazione di paura. Ogni spavaldo, incosciente o terrazziere che non ne abbia tenuto conto porta il saldo di questa sua imperizia sulla propria pelle. Piace ricordare qui, uno dei tanti proverbi sorrentini che può bene fare il verso a questo e anche rafforzarne il senso: “nu’ nce sta marenaro c’ a mmare nu’ po’ affocare”.

Il mare non ha taverne

E’ questo un notissimo proverbio che mette ben in guardia lo sprovveduto dall’avventurarsi in mare senza averne le dovute conoscenze e la necessaria perizia. L’equivalente sorrentino, per rafforzare questa avvertenza utilizza la figura popolare di Pulcinella. Infatti si dice: “Pe’ mmare nu’ nce stanno taverne, dicette Pulecenella”. Tirando in ballo la maschera napoletana si invitano paurosi e maldestri, quelli che Cilardùzzu avrebbe bollato come “terrazzieri”, a stare alla larga da un ambiente non adeguato alla loro natura.

Temporale a terra bonaccia a mare

La trupìa è il classico temporale estivo. Per quanto forti e intensi siano questi fenomeni a terra, a mare risulta una bonaccia tipica dell’alta pressione.

Chi va per questo mare questi pesci piglia

Il senso di questo proverbio è moraleggiante e più che riferirsi, Replique Montre come un altro proverbio poi menzionato, alla pescosità del nostro mare vuole intendere che alla lunga non può che raccogliersi ciò che si è seminato.

Non c’è luna nuova senza scirocco, tre giorni prima e tre giorni dopo

Ad ogni nuova lunazione, per tre giorni che la precedono o per i tre che la seguono, cioè fino a che la luna si dice al quinto quarto, di solito al mattino soffia vento da scirocco. Se il tempo è buono, durante la giornata il vento, seguendo il sole, girerà dapprima da libeccio e poi da ponente. Viceversa, permanendo il vento Montre Replique da direzione sud-ovest, è il segno del cattivo tempo imminente. A Sorrento si usa arricchire il detto con un riferimento galante al gentil sesso. Infatti si recita: “nun c’è quinto senza scerocco e né femmina senza nocche: tre juorne primmo o tre juorne aroppo”. A dire che la puntualità dello scirocco alla nuova luna è garantito come lo sono gli ornamenti di cui le donne fanno uso per il loro vestiario.

Maestrale di sera scirocco la mattina

Soprattutto d’inverno il maestrale che soffia forte di sera è indizio di tempo che volge al peggio. Infatti l’esperienza maturata in secoli di osservazione di fenomeni atmosferici fa ritenere che al mattino successivo il vento avrà mutato direzione ponendosi da scirocco e, rinforzando, porterà con sé il cattivo tempo. E’ curioso notare che a Sorrento, località particolarmente esposta a nord-ovest, il maestrale sia anche detto “’a vocc’ r’ ‘o ‘nfierno”.

Quando la piaga tace o scirocco o tramontana

Questo detto capovolge le certezze che volevano ossa e ferite dolenti in prossimità di cambio di tempo. In questo caso se la piaga non infastidisce non v’è certezza di bel tempo tanto che se non è scirocco sarà tramontana.

Quando lampeggia dalla montagna prendi la zappa e vai a guadagnare

Lampi e tuoni che si palesano e annunciano dalla montagna sono chiaro segno che il cattivo tempo non è che una semplice scaramuccia: durerà poco. Pertanto chi volesse provvedere al proprio sostentamento e a quello della famiglia deve recarsi al lavoro usato. A conferma di quanto detto, a Sorrento si utilizza un proverbio più ricco di dettagli: “Quanno scura ‘a muntagna, piglia ‘a zappa e va’ guadagna; quanno scura ‘a marina, piglia ‘o pignato e va’ ‘ncucina”.

Quando lampeggia da Amantea piglia la zappa e vai a lavorare

Il senso di questo proverbio che ha origini calabresi replika klockor sverige è identico a quello descritto precedentemente. Il cattivo tempo è già passato e si può riprendere il lavoro.

Quando lampeggia dal Capo piglia la zappa e vai a coricarti

Viceversa, rispetto al precedente detto, quando si vedono lampi a nord, oltre il Capo Palinuro, è del tutto inutile affannarsi in lavori e fatiche. La pioggia e la tempesta stanno per arrivare, meglio riposare.

L’aria s’è fatta cupa, il mare batte le Calabrie, il lupo è sceso in campagna

In questo detto è concentrato tutto il peggio della meteorologia: l’aria si fa cupa e nera e assume l’aspetto di un monaco ricoperto dal suo saio; il mare spinto dal forte vento si ingrossa e infrange i suoi flutti verso sud, in Calabria; finanche il lupo, affamato, è spinto dalla neve a procacciarsi cibo a valle.

Quando da Malipirtùso soffia vento fresco è buon tempo

Esperienza marinara calabrese: uscendo dal porto e navigando verso levante, dopo aver superato l’isola di Santo Janni, si può notare sopra l’abitato di Marina una sorta di canalone. E’ il suddetto Malipirtùsu, ossia il “cattivo pertugio”. Il vento che proviene da questo canalone, se a folate fresche e tese, è indizio di buona stagione.

La barca che ti raggiunge ti supera anche

Pare evidente: la differenza di velocità che consente alla barca che insegue di raggiungere quella che la precede non può che permettergli di superarla.

Mar Tirreno, mare senza pesci

Più che un detto è amara e consolidata considerazione. O l’alibi, come avrebbe detto Cilardùzzu, dei terrazzieri?

Si dissero messe a palermita, non si cantano più messe cantate

L’origine del proverbio è arcana così come replique montre risulta di incerta provenienza il termine palermita. Il senso però è chiarito dal contesto in cui si utilizza. E’ l’equivalente del più noto e celebre proverbio latino: “il dado è tratto”. Nulla si può fare per migliorare la situazione.

L'acqua che non ristagna non fa muschio

Il lippo non è altro che il greco lίpos, ossia il muschio che ricopre le rocce umide in prossimità della linea di marea. E’ chiaro che dove non vi è ristagno d’acqua non vi può essere muschio. Il traslato del detto potrebbe essere spiegato con un altro detto che diffida dal recarsi a pesca dove il fiume è sordo, ossia calmo, poiché il pericolo è in agguato. Alla stessa maniera chi ha carattere espansivo non può destare brutte sorprese: è ciò che appare, non nasconde insidie ricoperte di lippo.

Quando hai trenta panelle devi stringere la cintura perché quando ne hai una devi farne un sol boccone

Imparare a non sprecare risorse quando si sta relativamente bene è un postulato irrinunciabile per chi è chiamato dalla vita, nei momenti di ristrettezza, a saper fare un sol boccone di ciò di cui dispone per sopravvivere.

Tre sono i potenti: il Papa, il Re e chi non ha niente

E’ questo un detto che ricorda la famosa Livella di Totò, una livella però tutta terrena in cui solo la condizione di chi non ha nulla, e perciò niente da perdere, può gareggiare in potenza con i veri ricchi e potenti della terra.

Luna coricata – marinaio alzato. Luna alzata – marinaio coricato

Questo proverbio mette in relazione diretta le fasi lunari e le caratteristiche sembianze che assume la luna durante il loro svolgersi. Parimenti all’attività della luna corrispondono, in relazione alle stagioni e alla meteorologia, le attività umane. Così, quando la luna è in prossimità del solstizio estivo o invernale essa appare perpendicolare, ossia alzata, rispetto all’orizzonte; il tempo e le condizioni del mare consentono al marinaio di starsene tranquillo, dunque coricato. Viceversa, quando la luna sembra parallela all’orizzonte e siamo in prossimità del solstizio autunnale o primaverile, la variabilità di tempo e mare non consentono tranquillità al marinaio che deve stare ben sveglio e pronto ad intervenire. A Sorrento esiste, come a Genova, la versione “luna allérta, marenaro cuccato”.

Aria chiara non teme tuoni

Al di là del significato letterale che appare evidente e che ovviamente trova reale dimostrazione nella pratica quotidiana della marineria e non solo, è il senso morale che fa brillare questo detto. Non è, difatti, la persona retta e giusta che non può nulla temere dal suo impeccabile modo d’agire nei confronti degli altri? Per questi, come per l’aria tersa d’estate, non ci possono essere tuoni e rimbrotti all’orizzonte.

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